sabato 21 maggio 2011

Divorzio sì, divorzio no. Il 28 maggio referendum a Malta.


Malta è l'unico paese europeo dove il divorzio è illegale. Il 28 maggio si voterà per un referendum che, in sostanza, chiederà ai maltesi se introdurre o meno questo istituto giuridico. Inutile dire che tutta la gerarchia ecclesiastica cattolica dell'isola è mobilitata nella campagna referendaria, con grande dispendio di risorse economiche. Lo stesso Benedetto XVI, in occasione del suo viaggio nell'aprile del 2010, ebbe a dire che Malta  avrebbe dovuto "continuare a difendere l’indissolubilità del matrimonio quale istituzione naturale e sacramentale, come pure la vera natura della famiglia, come già sta facendo nei confronti della sacralità della vita umana dal concepimento sino alla morte naturale, e il vero rispetto che si deve dare alla libertà religiosa secondo modalità che portino ad un autentico sviluppo integrale sia degli individui sia della società”.

Ironia della sorte la proposta di introduzione del divorzio proviene da un deputato conservatore cattolico, separato dalla moglie. Nel frattempo il Governo  ha deciso di incentivare i voli dei votanti residenti all’estero. L’Air Malta offrirà voli a.r. a 35 € tutto compreso, incassando dallo Stato la differenza di prezzo.

Lo schieramento di forze a favore del divorzio ha adottato nella campagna lo slogan «Dai all'amore una seconda chance», mentre la propaganda anti-divorzista è rappresentata soprattutto dal messaggio della Chiesa cattolica e dagli enormi cartelloni con la scritta «Cristo sì, divorzio no».

Il 12 e il 13 maggio 1974 gli italiani furono chiamati a decidere se abrogare o meno la legge Fortuna-Baslini del 1970, con la quale era stato introdotto il divorzio. Vinse con larga maggioranza il no, consentendo al nostro paese di mantenere il divorzio. Trentasette anni dopo i maltesi sono chiamati a decidere sullo stesso argomento. Il mese di maggio, quello delle rose, fiore indiscusso dell'amore. Forse per dare ad esso una seconda chance.